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lunedì 16 agosto 2010

POLITICAL PRISONERS ROSA LANZA DE PAOLI

POLITICAL PRISONERS ROSA LANZA DE PAOLI

POLITICAL PRISONERS ROSA LANZA DE PAOLI
Lanza widow Rosa De Paoli (born in Spar VNIVERSIXA 'Menago Scattered Islands in the Verona 01/23/1920) political prisoners. Writer, polemicist Cerea City Council candidate in elections in April 2007 with the list headed by Renato De Paoli, his son, Mayor candidate for the VNIVERSIXA 'Scattered islands menage. In fact a prisoner, tied daily dispossessed (by a group of people in combination) of the right and opportunity to be cared for at home by his son and / or the caregiver who had from 2003 to March 2009, stripped of all rights and all good (pension and property-voting).

CALL FOR RESTORATION OF RIGHTS VIOLATED THE PINK WIDOW LANZA DE PAOLI ELDERLY AND ALL OF FACT Reclus.

martedì 10 agosto 2010

Numero Verde emergenza caldo 1500

Livello 0: ATTENZIONE - Condizioni meteorologiche non a rischio per la salute della popolazione..



Livello 1: ATTENZIONE - Sono previste temperature elevate e/o un’ondata di calore entro le successive 72 ore.

Livello 2: ALLARME - Sono previste temperature elevate e/o un’ondata di calore della durata di almeno 48 ore nelle successive 72 ore.

Livello 3: EMERGENZA - Le condizioni meteo di rischio sono previste per una durata di tre giorni o più consecutivi. il Ministero della Salute può chiedere alle amministrazioni comunali di trasmettere alle Aziende sanitarie locali, senza ritardo, gli elenchi di tutte le persone di età pari o superiore ad anni sessantacinque, iscritte nelle anagrafi della popolazione residente.

Le Aziende sanitarie locali potranno così, avvalendosi di tali dati, intraprendere in collaborazione con il Servizio Protezione Civile tutte le iniziative utili a prevenire e a monitorare danni gravi e irreversibili causati dall'elevata temperatura.





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Numero Verde emergenza caldo 1500







Un numero verde per fronteggiare l'emergenza: il 1500. I cittadini potranno chiamare per parlare con gli operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno.







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I rischi per la salute

Il caldo causa problemi alla salute nel momento in cui altera il sistema di regolazione della temperatura corporea. Normalmente il corpo si raffredda sudando, ma in certe condizioni ambientali questo meccanismo non è sufficiente.

Se, ad esempio, il tasso di umidità è molto alto, il sudore evapora lentamente e quindi il corpo non si raffredda in maniera efficiente e la temperatura corporea può aumentare fino a valori così elevati da danneggiare organi vitali.

La capacità di termoregolazione di una persona è condizionata da fattori come l'età, le condizioni di salute, l'assunzione di farmaci (per esempio diuretici, lassativi che possono favorire l’eliminazione di liquidi, o che possono compromettere la termoregolazione fisiologica o aumentare la produzione di calore.).







I soggetti a rischio



Le persone anziane o non autosufficienti, i malati cronici (cardiopatici, diabetici etc.), le persone affette da patologie, cardiovascolari e respiratorie, da disagi mentali, da dipendenza da alcool e droghe e gli ipertesi.



Le persone che assumono regolarmente farmaci



I neonati e i bambini piccoli fino a 4 anni.



Chi fa esercizio fisico o svolge un lavoro intenso all'aria aperta



I consigli per difendersi dal caldo







Esposizione - Durante i giorni in cui è previsto un rischio elevato, livello 2 o 3, e per le successive 24 o 36 ore, si consiglia di non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, soprattutto ad anziani, bambini molto piccoli, persone non autosufficienti o convalescenti.



In casa - Per proteggersi dal calore del sole utilizzare tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi con deumidificatore. In mancanza di un condizionatore, fare più docce con acqua fresca per abbassare la temperatura corporea, o recarsi in ambienti climatizzati (bar, supermercati, centri commerciali, ecc). Se si usa un ventilatore non indirizzarlo direttamente sul proprio corpo. Se la temperatura dell’ambiente è superiore a 32° C i ventilatori sono più dannosi che utili.







Alimentazione - È importante bere (almeno 2 litri al giorno) senza aspettare di avere sete (sopratutto negli anziani dove lo stimolo della sete é attenuato) evitando bevande troppo fredde, gassate, troppo zuccherate o alcoliche e caffeina (caffé, tè nero, coca-cola). I sintomi principali della disidratazione sono: sete, debolezza, vertigini, palpitazioni, ansia, pelle e mucose asciutte, crampi muscolari, abbassamento della pressione arteriosa.



Si raccomanda di mangiare molta frutta e consumare pasti leggeri, preferire la pasta e il pesce alla carne, evitando i cibi elaborati e piccanti.



Fare attenzione alla corretta conservazione degli alimenti deperibili (latticini, carni, dolci con creme, gelati, ecc.), in quanto le temperature ambientali elevate favoriscono la contaminazione degli alimenti che può determinare patologie gastroenteriche anche gravi.







Abbigliamento – All'aperto, si consiglia di indossare abiti non attillati e di colore chiaro, evitando le fibre sintetiche con cappelli leggeri. Se si ha una persona in casa malata, fare attenzione che non sia troppo coperta.

martedì 3 agosto 2010

DOMICILIARITA' ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI IN VENETO

Agenzia SIR
È entrata in vigore l'attesa legge che crea un fondo di assistenza e protezione sociale e socio-sanitaria alle persone non autosufficienti del Veneto, garantendo così anche un aiuto alle famiglie che hanno in carico persone che necessitano di attenzione continua. La legge regionale n. 30 del 2009 istituisce infatti e disciplina il "Fondo regionale per la non autosufficienza", già previsto dalla Finanziaria veneta del 2008, che per il 2009 era dotato di 680 milioni di euro. La legge 30 impegna la Regione a garantire i servizi assistenziali alle persone non autosufficienti. Attraverso un iter che prevede la valutazione delle domande dall'Unità valutativa multidisciplinare distrettuale delle Ulss (Uvmd) e il conseguente inserimento in graduatorie, viene garantita la libera scelta nelle prestazioni sociali e sociosanitarie "non sostitutive di quelle sanitarie". A carico del Fondo sono compresi servizi di assistenza domiciliare integrata, fruizione di centri diurni o strutture residenziali, prestazioni socio-sanitarie e socio-assistenziali. Possono essere coperti anche interventi di telesoccorso e contributi e oneri previdenziali per i soggetti che assistono, nel caso della domiciliarietà anche tramite assegni di cura. Le indennità erogate dal Fondo sono integrative rispetto ad altre provvidenze e assegni statali come l'indennità di invalidità civile e le pensioni sociali Inps.




120 mila non autosufficienti. La nuova normativa interviene su ogni tipo di non autosufficienza, sia di persone anziane sia disabili. La stessa legge definisce infatti come non autosufficienti "le persone che, solo con l'aiuto determinante di altri, possono provvedere alla cura della propria persona e possono mantenere una normale vita di relazione e le persone con disabilità che necessitano di interventi socio-riabilitativi e assistenziali in modo continuativo". Si calcola che in Veneto le persone non autosufficienti siano 120 mila e che aumentino di circa l'8% l'anno, soprattutto a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Oltre un terzo sono in carico alla Regione, metà in istituti di ricovero (la Regione sostiene metà delle rette), gli altri assistiti a domicilio con contributi per assistenti e familiari. Il Fondo sarà alimentato da stanziamenti della Regione, da assegnazioni dello Stato, da donazioni e lasciti privati, dai contributi delle amministrazioni locali e da una quota del gettito regionale Irpef.



Ottima legge. "Considero la legge 30 un'ottima legge, che permette alla Regione Veneto di essere sempre avanti nelle politiche sociali per quanto concerne la valorizzazione delle persone e delle famiglie in stato di bisogno", afferma Giovanni Sallemi, direttore del Centro di servizi per persone anziane non autosufficienti Villa Bianca di Tarzo (Treviso)."La Legge 30 - continua Sallemi - tuttavia espone per il momento principi e regole generali che devono trovare attuazione nella pratica, e in particolare nell'impegno delle Aziende socio sanitarie locali a cui è demandato il compito di procedere e formulare dei propri piani d'intervento". L'auspicio di Sallemi è che si prosegua verso un sistema dei servizi che determini la domiciliarità come un diritto delle persone, sostenuto dalla comunità con interventi progettuali mirati, e che il sistema si doti sempre di più di elementi di verifica dei risultati attesi. "Auspico anche un maggior coordinamento delle aziende sociosanitarie sui servizi resi dalle residenze per non autosufficienti, al fine di ricercare sinergie operative che possano consentire una diminuzione della spesa e l'elaborazione di progetti socioassistenziali condivisi. Serve anche un servizio a sostegno delle famiglie più disagiate per affrontare le rette, cosiddette 'alberghiere', che sono elevate".



Alcune lacune. Sottolinea l'importanza dell'approvazione della legge anche Maddalena Borigo, presidente di Anffas onlus Veneto, che mette però in luce la necessità di maggiore attenzione alle problematiche della disabilità. "La legge ha delle lacune, ma sono state accolte alcune osservazioni delle associazioni che si occupano di persone con disabilità, come lo stralcio della partecipazione economica alle spese da parte delle famiglie di utenti dei Ceod, inizialmente prevista". E continua: "Come associazioni, abbiamo rinunciato a proporre altri emendamenti perché la legge potesse essere approvata, auspicando che in futuro la si possa migliorare. Nel frattempo, si tratta di valutare se la dotazione economica risponderà alle attese: la legge è positiva solo se è rifinanziata regolarmente". Borigo evidenzia in proposito come vi siano ritardi nel versamento delle quote di rilevanza sanitaria e sociosanitaria, e più di un Ceod del Veneto si trova a fare i conti con gravi problemi economici a causa di servizi prestati ma non ancora rimborsati. Rimarca inoltre con soddisfazione il punto della legge che stabilisce che le prestazioni siano erogate sulla base di un progetto individualizzato approvato dall'Uvmd dell'azienda Ulss, e auspica che siano avviati con sollecitudine i lavori di definizione dei criteri di ripartizione del Fondo ai quali sono chiamate a far parte anche le associazioni rappresentative delle persone non autosufficienti (art. 5 comma 2).



a cura di Emanuele Cenghiaro



(05 marzo 2010)

martedì 27 luglio 2010

VIOLENZE SU ANZIANI

Massa, schiaffi all'anziana ammalata, badante arrestata

Una telecamera nascosta incastra una donna per sevizie su una settantacinquenne affetta da morbo di Alzheimer. Il video shock.

giovedì 1 luglio 2010

ANZIANI PRIGIONIERI POLITICI

Lanza Rosa vedova De Paoli ( nata a Sparè VNIVERSIXA'  Isole Sparse Menago nel veronese il 23.01.1920) Prigioniera politica. Scrittrice polemista candidata al consiglio comunale di Cerea nelle elezioni dell'aprile 2007 con la lista capitanata da Renato De Paoli, suo figlio, candidato Sindaco, per l'VNIVERSIXA' ISOLE SPARSE MENAGO. Di fatto prigioniera, legata quotidianamente, espropriata ( da un gruppo di persone in associazione) del diritto-possibilità di stare a casa sua accudita dal figlio o/e dalla badante che aveva dal 2003 al marzo 2009,    spogliata di ogni diritto e di ogni bene (pensione e proprietà diritto di voto, ).

APPELLO PER IL RIPRISTINO DEI DIRITTI VIOLATI DI LANZA ROSA VEDOVA DE PAOLI E DI TUTTI GLI ANZIANI DI FATTO RECLUSI.

schiza su sto stramboto

http://www.google.it/search?q=prigionieri+politici&hl=it&sa=2